Topic outline

  • General

    L’inizio del 1900 fu un periodo ricco di nuove scoperte che aprirono le porte ad aspetti della fisica completamente nuovi: nel 1986 Thomson scopre l’elettrone e con questo si comprende che l’atomo ha una sua struttura interna di cui occorre comprenderne i componenti e le leggi che la governano. Nello stesso anno Bequerel scopre che alcune sostanze in modo spontaneo emettono della radiazione in grado di annerire una lastra fotografica: è la scoperta della radioattività naturale, fenomeno che guiderà alla comprensione della fisica nucleare.

    Proprio nel tentativo di spiegare i meccanismi che regolano il decadimento \( \beta \) Pauli postula l’esistenza di una particella, il neutrino, la cui esistenza verrà provata sperimentalmente solo molti anni più tardi.

    Nel 1911 intanto Victor Franz Hess, compiendo coraggiosi voli in mongolfiera scopre i raggi cosmici: il loro studio porterà alla scoperta nel 1932 del positrone, la prima antiparticella, e poi di numerose altre particelle instabili, la cui esistenza era fino al quel momento sconosciuta.

    A poco a poco accanto allo studio dei raggi cosmici si cominciano ad affiancare macchine in grado di riprodurre ciò che i raggi cosmici producono in alta quota, ossia urti tra particelle in grado di svelare i segreti della materia: inizia così la fisica delle alte energie condotta attraverso l'utilizzo di acceleratori di particelle sempre più potenti. Da queste ricerche nascerà il modello standard che riassume ciò che noi oggi conosciamo della materia, modello che contempla il neutrino tra i suoi componenti elementari.


    • I decadimenti radioattivi e l'ipotesi del neutrino.

      decadimento betaIl neutrino fu la prima particella postulata teoricamente per risolvere un problema che per decenni rappresentò un vero e proprio puzzle per i fisici: lo spettro continuo del decadimento beta.

      In questa sezione introdurremo le principali caratteristiche dei decadimenti nucleari spontanei e  analizzeremo le ragioni che portarono Pauli a postulare nel 1930 l'esistenza del neutrino.  Riassumeremo quindi i tratti più salienti della teoria sviluppata da Enrico Fermi per spiegare il decadimento beta assumendo valida l'ipotesi di Pauli

    • I neutrini esistono davvero !

      I neutrini sono particelle che interagiscono molto debolmente con la materia e questo le rende assai difficili da rilevare sperimentalmente. Passarono così 26 anni prima che nel 1956, dopo diversi tentativi falliti, Cowan e Reines riuscirono ad effettuare il primo esperimento che mostrava senza ombra di dubbio i segni del passaggio di neutrini dalla materia.


    • I neutrini non sono tutti uguali

      Nella prima metà del secolo sono molte le scoperte anche in altri settori della fisica: in particolare la fisica dei raggi cosmici mostra che oltre alle particelle che costituiscono la materia che ci circonda ce ne sono molte altre che però decadono rapidamente. Il mondo delle particelle elementari si popola rapidamente e la teoria prevede che alcune di esse decadano producendo anche neutrini. Ancora una volta è Pontecorvo il primo ad intuire che i neutrini non siano tutti uguali ed infatti nel 1962 si effettuò il primo esperimento che lo dimostra: oltre al neutrino elettronico esiste anche il neutrino muonico, prodotto per esempio dal decadimento del muone  nei raggi cosmici. Successivamente si dimostrerà che i sapori di neutrino sono tre (elettronico , muonico e tauonico) come tre sono i leptoni ad essi associati.

    • Il problema dei neutrini solari

      Negli anni '40 si comincia ad ipotizzare che il processo che produce  l'energia che permette al sole ed alle altre stelle di brillare sia la fusione nucleare. La teoria sviluppata da Bethe nel 1939 prevede che nella catena di reazioni che portano l'idrogeno a fondersi in elio venga prodotto un flusso consistente di nutrini.

      Bahcall è il teorico che studia nel dettaglio e calcola il flusso di neutrini prodotti dal sole che ci si aspetta investano la terra. Ray Davis allora progetta e realizza il primo esperimento che riesce a rivelare i neutrini solari.

      I primi risultati ottenuti da Ray Davis nel 1967 sono al tempo stesso un successo e un apparente fallimento: l'esperimento rivela effettivamente neutrini solari ma essi sono circa un terzo dei neutrini attesi. Si apre così un mistero che impiegherà più di 30 anni per essere chiarito in modo incontrovertibile.

    • L'oscillazione dei neutrini